
E’ bello, perfino emozionante, trovare una scritta così in una città che dista quasi 200 chilometri dall’Aquila. Qui c’è tutto: solidarietà, affetto, compartecipazione al dolore.
E’ ancora più bello negli anni del moccianismo imperante, dove ragazzi innamorati esprimono i sentimenti di un loro fatto privato ovunque possano poi dire “cazzo, siamo fighi un sacco”: muri imbrattati, strade ricoperte di scritte, ponti oberati da migliaia di lucchetti. Per fortuna sono solo una minoranza degli adolescenti dei tardi anni 2000. Una minoranza vistosa.