
Incredibile, ma vero. E’ il trafiletto che ho trovato in una vecchia prima pagina del Resto del Carlino.
Era giovedì 19 maggio 1887.
Esisteva l’impero ottomano e gli inglesi erano ancora una superpotenza mondiale. In quell’anno, per intenderci, Giuseppe Verdi (“Viva VERDI, Vittorio Emanuele Re D’Italia) presentava la prima di Otello alla Scala e nasceva a Pietrelcina Padre Pio.
Eppure i nostri Onorevoli già disertavano le aule parlamentari. Molto più tardi avrebbero capito come risolvere il problema: sarebbero arrivati i pianisti, non per comporre melodie, ma per truffare l’elettore. In un colpo solo, ecco un voto raddoppiato per un numero legale dimezzato.
“E c’aggia fa? Tando song’ Onorevole!“
2 Commenti
5 Luglio 2009 alle 22:48
Però, almeno, l’assenteismo ancora faceva notizia…
6 Luglio 2009 alle 00:17
E’ veramente assurdo che si debba ricorrere a sistemi digitali per evitare i voti multipli in parlamento. Anche noi, da piccoli quando giocavamo alla tedesca, riuscivamo a darci delle regole e rispettarle. Loro no…