
Patrizio Bianconi, consigliere al Comune di Roma
Un cittadino ritiene di aver subito un torto per un cassonetto messo male e si rivolge a un consigliere comunale di Roma, Patrizio Bianconi, per avere delle informazioni. Lui, il consigliere, risponde così: [tra parentesi quadre le valutazioni dell'ammazzacaffè]
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Lei, alle elezioni che mi hanno visto trionfatore [perbacco!] non mi ha votato [ma non c'era quell'articolo della costituzione che parla di voto segreto?] – anzi più volte nel corso degli anni ha manifestato antipatia nei confronti di Berlusconi [lesa maestà?].
1) O si impegna formalmente – stipulando un patto di sangue con il sottoscritto [e chi si crede di essere? Il diavolo? Un po' gli assomiglia pure...] - a votare nel 2013 il sottoscritto on. Patrizio Bianconi [uelà, da quando il titolo di onorevole si estende pure ai consiglieri?] al Comune di Roma ed il dir. Andrea Zaerisi al municipio XIX; 2) O, se lei non è intenzionato, non si rivolga alla mia persona.
Desidero infine segnalarle che per avvalersi della mia professionalità [???] deve preventivamente fornirmi: nome, cognome, indirizzo di residenza affinché io possa schedarla [mi sa tanto di Kgb questo termine] nella mia rubrica individuando la sezione elettorale dove lei vota al fine di controllare se esprimerà o meno la preferenza nei miei riguardi [e come fa a controllarlo? Piazza una telecamera nascosta?]. E poi: il suo telefono di casa, il cellulare e l´e-mail al fine di poterla rintracciare quando ci servirà il voto suo e della sua famiglia [e il culo non lo vuole?]. Se non se la sente di instaurare con il sottoscritto tale tipologia di patto la invito a rivolgersi alle persone che lei vota. Io non mi faccio prendere per il culo da nessuno [bravo, onorevole consigliere, lei non è mica l'ultimo degli scemi!].
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Procura della Repubblica, l’espressione ‘voto di scambio’ vi dice niente?